Politica

Una Bad Godesberg per superare il conflitto destra-sinistra

Scritto da Edoardo Di Benedetto. Postato in Politica

In un momento storico in cui il sovranismo populista imperversa nel dibattito politico, il PD è l’unico partito di governo italiano e ha il dovere di chiarire una volta per tutte il suo posizionamento politico. Superare il conflitto destra-sinistra è una necessità per costruire un europeismo ambizioso.

 

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha proposto, in occasione di un’intervista rilasciata all’ <<Huffington Post>>, la necessità di realizzare una Bad Godesberg all’interno del Partito Democratico. Bad Godesberg è stata la sede dove nel 1959 si svolse uno storico congresso dell’SPD, che sancì il definitivo rifiuto dell’appartenenza all’ideologia marxista da parte del partito socialdemocratico tedesco. Orlando, dunque, ritiene opportuno porre per il PD non solo una questione di posizionamento politico in sé, ma legata a una chiarificazione dei valori ispiranti il partito. Nonostante sia una progetto, almeno nelle sue parole, vago e ancora in divenire, la proposta può essere accolta con un certo entusiasmo, ma solo se essa ha intenzione di cogliere la vera dimensione del PD, che è diventato nel corso del tempo l’unico partito di massa di governo in Italia e che è guidato da un leader innovatore non solo nella comunicazione, ma soprattutto nelle scelte politiche. Dunque, l’ipotetica Bad Godesberg del PD non può rappresentare una delimitazione e definizione più netta dei valori del centrosinistra, che renderebbe il partito chiuso in logiche anacronistiche, ma deve mettere in atto una trasformazione del PD in un partito <<post-sistema>>, che sia in grado di dare voce all’elettorato europeista, moderato e che sia, soprattutto, capace di fronteggiare l’aggressiva narrazione dei partiti <<anti-sistema>>. Uno dei motivi, per cui il PD ha smesso da qualche tempo di attrarre elettori, è proprio il fatto che non ha compiuto al livello teorico ciò che nei fatti è già ampiamente in atto. Nonostante la sconfitta, il referendum ha creato i presupposti per costruire questa tipologia di partito, dato che gli elettori hanno dato la propria valutazione, positiva o negativa, sulla base di una proposta politica, non solo riguardo al quesito referendario. Adesso è necessario legare quell’elettorato anche al partito, altrimenti la confusione potrebbe regnare sovrana. In una politica dove conta sempre più il leader e la personalizzazione, la sfida del PD e della sua Bad Godesberg deve essere quella di realizzare un’elaborazione teorica al passo con la sfida di Renzi, seguendo l’esempio di Macron e eliminando per sempre al suo interno le proposte settarie e minoritarie, interpretate da una sinistra sempre di lotta e mai di governo.