Politica

Stelle scadenti

Scritto da Federico Luchi. Postato in Politica

Quella di Roma sta diventando una continua rivelazione di dinamiche, fino a poco fa nascoste, alquanto intricate che ci spingono a riflettere.

 

Siamo ormai giunti alle feste natalizie ed in questo periodo vengono allestiti in ogni abitazione della nostra penisola e non solo i classici Presepi. Come vuole la tradizione religiosa, dopo la nascita di Gesù verrà aggiunta al presepe la stella cometa, che indicherà ai tre Re Magi la strada per raggiungere e portare i propri omaggi al Signore.

Quello che si vivrà in Campidoglio sarà però un Natale diverso, poiché in quanto a stelle (non comete) non si respira una buona aria. È infatti ormai cosa nota ai più, il proliferare di retroscena ed intrighi legati all’attuale giunta capitolina del Movimento 5 Stelle guidata dal sindaco Raggi, che non producono assolutamente nulla di buono per Roma.

Sin da subito dopo il suo insediamento, abbiamo infatti assistito all’esilarante totonomina di assessore al bilancio, con varie candidature che però non conducevano mai ad una scelta definitiva nonostante in campagna elettorale si fosse aspramente criticato chi, come il rivale Giachetti, avesse già presentato la propria squadra dirigente in caso di vittoria.

Secondo episodio che ha suscitato grande scalpore nell’opinione pubblica, favorevole e non, è stata la rinuncia a candidare la città come sede delle Olimpiadi del 2024. Le motivazioni principali sono state il fatto che si ritenesse la manifestazione olimpica possibile terreno fertile per chi volesse lucrarne a proprio vantaggio e soggetta ad infiltrazioni malavitose.

Terzo episodio in ordine cronologico, l’arresto con accusa di corruzione del dirigente del comune di Roma Raffaele Marra (tra l’altro quasi simile al terzo dono offerto dai Magi, anche se in questo caso proprio di dono non si tratta). Egli è considerato fedelissimo della sindaca Raggi, tanto’ che è stata lei stessa ad affidargli il ruolo di vice capo di gabinetto nonostante fosse malvisto internamente per le sue esperienze passate con la giunta Alemanno. Non solo, ma a quanto sembra anche l’on. Di Maio garantiva per Marra, e ad un certo punto persino il giornalista prestato alla politica Marco Travaglio garantiva per lo stesso Marra.

Adesso, visto l’evolversi di questa situazione sorge spontaneo nutrire forti perplessità sulle capacità amministrative del M5S.

I sintomi evidenti di queste inabilità possono essere rintracciati innanzitutto nelle modalità di selezione della classe dirigente adottata dal movimento, i cui attivisti ritrovandosi sul sito di un comico decidono con voto online chi eleggere, incuranti del fatto che gli effettivi esiti di tale voto possano essere realmente manipolati.

E inoltre da aggiungere a ciò, il mancato senso di responsabilità da parte dei principali esponenti che evitano di rilasciare dichiarazioni se colti alla sprovvista e soprattutto non perdono mai l’attitudine al voler far polemica su qualsiasi cosa, salvo poi quando ne hanno potere non riuscire a risolverla.

La goccia che poi ha fatto traboccare il vaso di Pandora pentastellato è la recente notizia di un accordo privato tra la sindaca di Roma e l’ associazione privata su cui poggia il movimento rivelandosi quindi più che un partito che ascolta il proprio elettorato, una azienda con i propri dipendenti vincolati al grande capo. Azienda quindi alquanto misteriosa ma soprattutto contraddittoria su diverse posizioni: basti pensare al fatto di volersi presentare come i paladini di giustizia e uguaglianza per poi tirarsi indietro e non collaborare o partecipare all’elaborazione della legge sui diritti civili o altri temi sociali.

Insomma, con il passare del tempo stiamo scoprendo il vero volto del populismo, creare un movimento che apparentemente può sembrare mosso da interessi riguardanti la collettività ma che in realtà risulta un agglomerato di persone che mirano ad accrescere il malcontento popolare a vantaggio esclusivo dei propri interessi.

Ai partiti dotati di una solida struttura e capacità governative la sfida di mettere a tacere queste improvvisazioni politiche, lavorando ad un affidabile e concreto progetto per il futuro del paese.