Politica

Il tempo delle incertezze

Scritto da Federico Luchi. Postato in Politica

Si è ufficialmente concluso il secondo turno di queste amministrative 2017 combattute fino all'ultimo voto; gli spunti di riflessioni che si possono trarre sono diversi ma cerchiamo di andare con ordine.

 

Chi ne esce vincitore complessivamente: indubbiamente il risultato lampante è un exploit di consensi verso la destra più pura in diverse città , tra le quali alcune storicamente di sinistra (Genova e Pistoia ad esempio). Non fatevi però troppo abbagliare da questa alleanza a tempo determinato tra i leader della destra nazionale, in quanto si tratta di accordi finalizzati ad un solo scopo ovvero sconfiggere il centro sinistra. Quando sarà sbollito l'entusiasmo i vincitori si troveranno a confrontarsi con le realtà  locali che chiederanno la prova dei fatti; con il tempo misureremo le capacità  amministrative di questo preoccupante rinvigorimento di una estrema destra sintomo forse di una decadenza dei valori sociali che farebbe rabbrividire chi ha vissuto durante il secondo conflitto mondiale.

Chi non è pervenuto: il M5S esce sonoramente rifiutato dal voto dei cittadini che molto probabilmente sono stufi di ascoltare soltanto lamentele e hanno ben visto dall'affidarsi ad una ennesima amministrazione improvvisata da parte di Grillo.

Chi ne esce sconfitto: il Partito Democratico subisce una dura batosta che deve portare ad una riflessione chiara e diretta ad ogni livello, dal locale al nazionale. Non può il più grande partito di centro sinistra concedere terreno alle destre; se analizziamo bene infatti questi risultati noteremo che sono frutto di "meriti" del Partito Democratico. Nei vari comuni infatti si è registrata una paradossale chiusura nei confronti dei cittadini che ha permesso di alimentare indignazione e malcontento. Non solo, ma una buona dose di atteggiamento da "struzzo" da parte di certi esponenti ha reso il rapporto con le città  ancor più incrinato, il tutto condito di incoerenza di posizioni di alcuni.

La sconfitta è partita da lontano, ovvero da quando immediatamente dopo la sconfitta al referendum costituzionale il segretario Renzi ha perso tempo a cercare di tenere unite le varie anime della sinistra interne al partito cadendo quindi nella trappola, poiché come ci insegna la storia una sinistra unita è in grado di vincere elettoralmente ma di governare con difficoltà  al proprio interno. E' successo con l'Ulivo, si è ripetuto in Francia con Hollande.

E' il motivo quindi principe di questa sconfitta elettorale è stato a mio avviso il lasciare campo libero da parte di Renzi a vecchi volti di partito (legati ideologicamente a chi ha dato vita a Mdp) che a livello locale hanno continuato a organizzare gli scenari a loro più consoni senza curarsi fino in fondo della risposta dei cittadini.

Insomma, quello che si auspica adesso avvenga nel PD sia una onesta analisi coscienziosa della sconfitta, cercando finalmente di dare vita anche nelle realtà  comunali a quel vento di cambiamento in parte realizzato a livello nazionale. La soluzione per ripartire dal PD è intraprendere ancor più convintamente il percorso riformista lasciato incompiuto consapevoli di porre al centro delle discussioni il futuro del paese e non le dinamiche interne. Colmare queste lacune è ancora possibile, attraverso qualità  e concretezza delle proposte politiche.

Il dato allarmante: la bassissima affluenza al voto, sintomo di un momento di incertezza diffuso nel nostro paese che produce una vera e propria schizofrenia elettorale; da notare infatti come gli elettori, che paradossalmente si mostrano tanto attenti all'onestà  e alla rettitudine morale dei politici, si trovano a votare Forza Italia e M5S, i cui leader non possono essere candidati o eletti per motivi penali a loro carico.

Esiste però ancora voglia di vera politica, di un confronto diretto di pensieri e parole cui aderire o da criticare, come mostrano le storie di Padova e Parma che fanno credere all'impegno di qualcuno per raccogliere l'impegno di molti, oltre le vecchie nomenclature.